Desorbimento Termico

Il Desorbimento Termico è una nuova frontiera della chimica analitica per il monitoraggio dell’aria indoor e outdoor. Questa tecnica strumentale accoppiata alla gas massa (TD-GC-MS) offre numerosi vantaggi nella ricerca e quantificazione di composti volatili e semivolatili i tracce. A differenza di altre tecniche analitiche, il desorbitore termico permette di rilevare i VOCs nell’ordine dei microgrammi(µg)/fiala e per molti analiti di scendere sino a 10 nanogrammi(ng)/fiala.

Il funzionamento di questo campionatore è basato sull’utilizzo di fiale per desorbimento termico di vetro o acciaio, opportunamente impaccate con materiale adsorbente: questi tubi vengono portati “sul campo” per effettuare il campionamento dell’aria e tramite pompa aspirante gli analiti vengono stabilmente trattenuti dal materiale adsorbente sino all’analisi in laboratorio. Successivamente i tubi campione vengono caricati nel desorbitore termico, che provvede ad estratte quantitativamente gli analiti da ciascuna fiala e iniettarli direttamente in colonna capillare del GC-MS per il riconoscimento e la quantificazione.

Il principio di funzionamento del desorbitore termico, è basato sull’impiego di un flusso di gas ad elevata temperatura allo scopo di rilasciare i composti adsorbiti e preconcentrarli, appena prima dell’invio in colonna.

Ma quali sono i vantaggi effettivi del Desorbimento Termico?

  1. Sensibilità estremamente maggiore di qualisiasi altra tecnica di analisi dell’aria;
  2. Picchi cromatografici più stretti, quindi di migliore qualità;
  3. Tempi ridotti di preparazione del campione;
  4. Interferenze analitiche praticamente inesistenti, poiché il campione non viene addizionato di alcun reattivo;
  5. Ampio campo di applicazione: si possibile determinare molteplici famiglie di analiti, generalmente composti da C5 a C40, tra cui BTEX, Clorurati, Solventi, Idrocarburi ecc.

Quali sono gli svantaggi del Desorbimento Termico?

  1. Costi di installazione e manutenzione elevati;
  2. Richiede personale altamente qualificato ed esperto nei settori di analisi chimica strumentale e campionamento dell’aria, che solo pochi laboratori possono vantare di avere.

Analisi Control S.r.l. ha recepito i punti di forza del desorbimento termico ed ha immediatamente investito le proprie energie nell’uso e perfezionamento di questa tecnica strumentale. Il laboratorio ad oggi, esegue analisi in desorbimento termico accreditate di Benzene, Toluene e Xilene secondo il metodo UNI EN ISO 16017-1  e di numerosi altri analiti per clienti di tutta Italia.

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pH delle conserve alimentari

Il controllo degli alimenti che arrivano sulle nostre tavole è un argomento di grande interesse fra i consumatori. Gli innumerevoli casi di avvelenamento alimentari contratti per consumo di alimenti deteriorati e le notizie dei sequestri di lotti di alimenti con contenuto di diossine troppo elevato, sono solo alcuni esempi di fatti reali che hanno logicamente incrementato lo scetticismo dei consumatori verso i prodotti a basso costo e verso prodotti di provenienza ambigua, semplicemente perché ritenuti “non controllati”.

La stessa attenzione che dedichiamo agli alimenti acquistati, dobbiamo tuttavia dedicarla agli alimenti che produciamo in casa.

Le conserve di frutta, le marmellate, le confetture, la passata di pomodoro e la frutta sciroppata sono esempi di alimenti che vanno opportunamente controllati per scongiurare la formazione di muffe, lo sviluppo di batteri e la formazione di botulino.

Questa tossina una volta sviluppata, può provocare il Botulismo alimentare, una patologia molto pericolosa; i sintomi si manifestano generalmente nel giro di poche ore e comprendono annebbiamento e sdoppiamento della vista, rallentamento e difficoltà di espressione, fatica nell’ingerire, secchezza della bocca e debolezza muscolare che diventa paralisi nei casi più severi.

A tal proposito l’Istituto Superiore di Sanità ha redatto un vademecum di 116 pagine con le Linee guida da seguire per la preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico (Linee guida per la corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico).

Fra tutte gli accorgimenti e le pratiche raccomandate per la preparazione di conserve in totale sicurezza, vi è un controllo analitico di estrema importanza: il controllo del pH delle conserve.

Il valore di pH, deve essere inferiore a 4,6 unità, altrimenti c’è il rischio di sviluppo del batterio denominato Clostridium botulinum, comunemente noto come Botulino.

Il pH è l’indice del grado di acidità in una scala che va da 0 a 14 unità. Minore è il valore del pH, maggiore è il grado di acidità di un prodotto. Valori di pH inferiori a 7 sono detti acidi, mentre quelli superiori a 7 sono basici. Se il pH è esattamente 7, si ha la neutralità.

Questo valore, può essere misurato in modo accurato solamente con un pH-metro in presenza di apposite soluzione tampone certificate e tale misura risulta più complessa nei prodotti sott’olio rispetto a quelli ad alto contenuto di acqua.

La misura del pH di un alimento è quindi un’analisi strumentale che si esegue secondo il metodo BURL 4° Supplemento Straordinario n°10 7/3/97.

 

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Sei uno studente UNICAM? Ti interessa uno stage?

Se sei interessato vai alla home page del sito stage/Unicam e candidati!

Abbiamo inserito uno stage dal titolo:

 

“Analisi microbiologiche merceologiche su matrici alimentari e ambientali. Analisi acque potabili e di scarico. Preparazione terreni di coltura ed esecuzione di prove di laboratorio, registrazioni e procedure in un laboratorio accreditato Accredia.”

 

 

 

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Micotossine

Le Micotossine sono sostanze prodotte naturalmente da alcuni microrganismi (circa 300 specie di funghi), che in condizioni di umidità e temperature a loro favorevoli possono svilupparsi in gran parte dei nostri alimenti. La loro formazione e l’entità della loro propagazione, dipendono dalle condizioni climatiche, di stoccaggio e di trasporto dei prodotti alimentari.
Le Micotossine sono suddivise in molteplici sottoclassi, di cui le più conosciute sono le Aflatossine e le Ocratossine. Le Aflatossine che si sviluppano principalmente in cereali, sfarinati, mangimi e frutta secca sono denominate B1, B2, G1, G2, mentre nel latte e nei prodotti caseari viene ricercata l’Aflatossina M1.
Le Ocratossine si trovano più comunemente nel vino, nei cereali, nel caffè e nei mangimi.

Le Micotossine sono sostanze tossiche per l’organismo umano e per quello degli animali, tantoché l’Unione Europea ha da anni regolamentato il mercato alimentare e zootecnico fissando precisi limiti di concentrazione per queste sostanze. Alcune di queste sono nefrotossiche, teratogene o immunosoppressive, per cui nei casi più gravi possono causare disfunzioni renali, necrosi agli arti ed altre patologie, ma il loro grado di tossicità dipende dalla tipologia, dalla dose e dall’esposizione.
La determinazione di questi contaminanti costituisce oggigiorno uno strumento essenziale per produttori e commercianti, che nei criteri stabiliti dalla legge, sono obbligati alla produzione/vendita di alimenti e mangimi al di sotto dei limiti vigenti (ciascuno in relazione all’uso e destinazione). Tuttavia il controllo analitico degli alimenti non deve essere considerato un ostacolo, bensì una risorsa per la salvaguardia della salute dei consumatori, allo scopo di evitare che arrivino sulle nostre tavole alimenti contaminati e quindi pericolosi.

Struttura di alcune Micotossine

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